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| CHI SIAMO: Siamo un gruppo di lavoratori dell’Ipercoop di Livorno che, a partire dalla primavera del 2007, hanno deciso di aderire al Sindacato dei Lavoratori intercategoriale, sentendo viva la possibilità di creare un progetto sindacale alternativo a quelli già presenti in azienda e consistente nell’avviare un dialogo per presentare le nostre posizioni, così come avviene in una normale dialettica sindacale. Ad oggi contiamo già alcune decine di iscritti regolarmente presentati in azienda e ai quali sono già state applicate le prime trattenute sindacali di 5 euro (quota fissa mensile di iscrizione). PERCHE' UN BLOG: Abbiamo deciso di creare questo blog perché sentiamo che possa costituire un ottimo mezzo per restituire al lavoratore la centralità nelle relazioni sindacali nel nostro posto di lavoro: le decisioni che vengono prese in azienda riguardano noi e riteniamo dunque un nostro diritto essere consultati e tempestivamente informati. Questo blog non toglierà immediatezza alle relazioni dirette e interpersonali tra il SdL e i lavoratori (anche perché siamo profondamente convinti che non ci debbano essere fratture tra il sindacato e i dipendenti, bensì un’unità di intenti volta a creare una coesione e una trasparenza che dia forza alla nostra attività); sarà semplicemente un ausilio, un “posto” a portata di clic dove chiunque potrà tenersi aggiornato sulle nostre attività, lanciare proposte, chiedere delucidazioni, discutere dei problemi, consultare le ultime novità dall’Iper, commentare quello che è stato proposto e deciso, in assolutà libertà e senza vincoli di nessun genere (senza ovviamente degenerare nelle offese pesanti). Per dire la tua basta cliccare su <Invia un commento> e scrivere quello che pensi. Se sei interessato/a al nostro progetto, se vuoi iscriverti al SdL, se vuoi consultare la nostra piattaforma programmatica, se vuoi avere qualsiasi informazione, puoi scriverci al nostro indirizzo di posta elettronica rsu.ipercoop.li@sdlintercategoriale.it, o contattare le seguenti persone: Diego, Veronica, Federico, Alfredo e Davide (GENERI VARI) Sarah, Eleonora, Loredana, Andrea e Francesca (CASSE) Cristiano (MACELLERIA), Claudio (GASTRONOMIA) Guido e Valeria (POST VENDITA), Valeriano (BAZAR), Sara (PESCHERIA). Il Coordinamento SdL si riserva e si impegna ad eliminare sollecitamente i messaggi a contenuto offensivo; ciò innanzitutto per una questione di rispetto verso i visitatori del blog e soprattutto per evitare che questo diventi veicolo improprio di ingiurie che non rientrano nel nostro modo di pensare ed agire. Il Coordinamento SdL non si ritiene comunque responsabile nei casi in cui tali offese non potessero essere rimosse tempestivamente. |
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Nell’incontro di questa mattina l’azienda (nelle persone di Francesca Addis, Marina Federighi, Giuliana Giuggioli e Eva Vivaldi) ci ha comunicato che la delibera definitiva del Comune per le aperture domenicali arriverà il 14 gennaio, ma che comunque era già possibile parlare nei termini (ormai quasi sicuri) di due aperture domenicali al mese nel 2010, vista la rinuncia ad usufruire della deroga per tutte le domeniche estive. L’azienda ci ha ricordato quanto già sapevamo, ossia che la delibera avrà il carattere della temporaneità, e che le parti si dovranno incontrare alla fine del 2010 per discutere degli esiti di questa sperimentazione. Abbiamo replicato che riteniamo molto difficile che nel 2011 si possa tornare indietro ad una sola domenica al mese… Secondo l’azienda le aperture domenicali del 2010 rispetto al 2009 saranno quindi Potendo comunque già parlare di sostanza, abbiamo presentato le nostre richieste, incentrate su una logica di stabilizzazioni e consolidamenti che troverebbero la loro ragione già di per sé nell’altissimo numero di estensioni orarie temporanee e straordinari richiesti nel 2009, e che quindi a maggior diritto si rivendicano nel momento in cui l’azienda decide di aumentare le aperture. Assunti a nove mesi annui, tempi determinati con (anche 6!) anni di precariato alle spalle, part-time in attesa di più ore…ci sembra ovvio che almeno alcuni di questi soggetti debbano avere risposte in conseguenza di questa svolta. Risposte che riteniamo debbano indiscutibilmente avere una parte col carattere della definitività, per poter accettare che altre siano invece temporanee, col vincolo comunque della automatica conferma a tempo indeterminato nel momento in cui le due aperture mensili venissero mantenute anche nel 2011. Oltre a questi aspetti, abbiamo introdotto anche l’argomento della retribuzione del lavoro domenicale, nella quale subiamo ancora una penalizzazione rispetto a quanto percepiscono i colleghi dei supermercati. A questo proposito abbiamo precisato che il contratto integrativo aziendale scaduto, l’aumento delle aperture, e appunto il pagamento inadeguato delle domeniche, sono tutti fattori che creano legittime aspettative nei dipendenti affinché questa possa essere l’occasione buona per arrivare ad una quota retributiva che invogli il dipendente a venire al lavoro in un giorno che tradizionalmente è dedicato al riposo. In alternativa chiederemo di discutere su una rotazione che consenta ai dipendenti di poter non lavorare in tutte le domeniche di apertura. Il prossimo incontro si terrà dunque come detto giovedì 21 gennaio. Mercoledì 27 gennaio si svolgeranno poi le ASSEMBLEE DEI LAVORATORI nelle quali saranno spiegati gli esiti finali e discuteremo sulle eventuali decisioni da prendere collettivamente. Rsu Giovedì 7 gennaio 2010 | ||
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- Domeniche di
gennaio: ne lavoreremo una su due - Pacchetto di
prolungamenti contratti ed estensioni - Alle casse
modulazione riportata a +2 per settimana Natale Nell’incontro di questa mattina l’azienda, dopo aver
ribadito in premessa che la trattativa per le aperture domenicali del 2010
partirà solo dopo l’ordinanza ufficiale del Comune e dopo la
conseguente scelta di Unicoop Tirreno su quante domeniche sfruttare la deroga,
ci ha comunicato l’accoglimento della
nostra richiesta di far sì che ogni
dipendente lavori solo una domenica delle due (3 e 10) fissate per il
prossimo gennaio. La nostra richiesta si basava sul fatto che, avendoci
l’azienda invitato nel precedente incontro di venerdì a considerare gennaio
come il tredicesimo mese del 2009 anziché il primo del 2010, ci pareva normale
che si rimanesse dal punto di vista dell’obbligatorietà del lavoro domenicale
sui livelli richiesti nel 2009, ossia appunto una domenica al mese. Ciò non toglie che se in altri reparti ci fossero
difficoltà per garantire il livello del servizio potrà essere chiesta la disponibilità
(facoltativa) a venire al lavoro anche la seconda domenica, svolgendo ore in
più alla propria base contrattuale, pagate ovviamente in straordinario
(ricordiamo inoltre che per la terza domenica di gennaio è previsto
l’inventario, anche questo pagato in straordinario). L’azienda ci ha contestualmente consegnato un programma relativo a un pacchetto di
proroghe contrattuali ed estensioni per il mese di gennaio che possa far
fronte a questa seconda apertura e alle altre necessità in vista durante il
suddetto mese. Per il momento abbiamo solo le numeriche a grandi linee,
riceveremo le liste nominali nei prossimi giorni. Per quanto riguarda infine la nostra richiesta relativa
alla gestione della settimana natalizia
alle casse (era stata prevista una modulazione molto alta e a nostro avviso
insostenibile), abbiamo raggiunto l’accordo, anche in ragione di quanto
avvenuto l’anno scorso, di fissare in due
ore la flessibilità massima, gestendo le ulteriori necessità con la retribuzione
straordinaria. Come sempre, siamo a disposizione per ulteriori
chiarimenti.
Rsu | ||
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Esito incontro
venerdì 4 dicembre 2009 Nella riunione di stamattina, dopo la presentazione dei
dati economici relativi al mese di novembre e ai montanti gen-nov, siamo
passati all’argomento previsto dall’ordine del giorno, ossia quello delle aperture
domenicali del 2010. La conseguente trattativa sindacale partirà quindi solo
tra la fine del mese di dicembre e (più probabile) l’inizio del nuovo anno. Nel frattempo però l’azienda ha ottenuto la deroga per
l’apertura delle prime due domeniche di
gennaio (e in più ha fissato l’inventario in straordinario domenica 17),
chiedendoci quindi (testualmente) di considerare il primo mese del 2010 come il
tredicesimo del 2009. Data la straordinarietà (ravvisabile facilmente proprio
nei termini suddetti) di questo scenario propostoci, e transitoriamente in
attesa della trattativa che riguarderà le aperture domenicali di tutto il
prossimo anno, abbiamo fatto (Rsu e Rsa congiuntamente) una controrichiesta articolata
su due alternative: o una delle due
domeniche di gennaio facoltativa per tutti i lavoratori, oppure pagamento in
straordinario di una delle due per chi le lavorasse entrambe (considerando
anche il fatto che La risposta arriverà nel nostro prossimo incontro, fissato
per giovedì (ore 10:30). Ovvio che abbiamo già precisato che per quanto riguarda le
aperture di tutto il 2010 non
accetteremo di andare oltre, visto che già facciamo uno sforzo
nell’accogliere la notizia che gennaio sarà il tredicesimo mese del 2009 e non
il primo del 2010… La trattativa per le aperture domenicali del prossimo anno
dovrà essere chiusa entro la prima metà di gennaio, e avrà bisogno del
contributo di tutti. Rimaniamo a disposizione per info e spiegazioni più
dettagliate. Rsu | ||
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Dopo le dichiarazioni rilasciate dagli esponenti di
Unicoop Tirreno nella conferenza stampa di lunedì in relazione allo sciopero di
domenica 1 novembre che ha riguardato l’Ipercoop di Livorno, come Rsu di questo
ipermercato ci sentiamo in dovere di
replicare alle gravi parole pronunciate da Paolo Palmerio e Francesca Addis. Riteniamo infatti che, prima di lanciare accuse così pesanti,
chiunque debba avere una base di verità di ciò che è accaduto, altrimenti
si creano soltanto situazioni pericolose alimentate esclusivamente dal sospetto
e dal dubbio che determinate circostanze possano essersi realizzate davvero.
Situazioni che rischiano tra l’altro di minare la serenità e la fiducia tra gli
stessi lavoratori dell’Ipercoop. Dire che alcuni dipendenti sono stati minacciati, o che
qualcuno si sarebbe addirittura sdraiato davanti alle porte per impedire
l’accesso al posto di lavoro (!) è pura
e semplice menzogna, ma se l’azienda è così sicura di quello che dice la
invitiamo a rendere note le prove di quanto ha dichiarato. Sappiamo infatti che le telecamere della struttura hanno
ripreso tutti i momenti del nostro presidio agli ingressi (organizzato, lo
ricordiamo, solo per informare i dipendenti che l’azienda aveva cambiato le
carte in tavola all’ultimo momento; e infatti tanti sono stati i colleghi che
sono partiti da casa sapendo del pagamento in straordinario e hanno saputo
della diversa gestione solo una volta arrivati al lavoro). Che pubblichino
allora queste immagini che dovrebbero documentare le nostre intimidazioni per
non far entrare i lavoratori. Oppure che dimostrino con prove un po’ più
circostanziate che sarebbero avvenuti fatti del genere. Se ciò non avvenisse (e non avverrà, perché questi
fatti non si sono assolutamente verificati), sarebbe chiaro che siamo in
presenza della classica linea di difesa studiata da chi non ha argomentazioni
basate sui contenuti e si deve quindi affidare ad invenzioni volte a screditare una protesta legittima e chi l’ha
organizzata. Non solo: l’offensiva nei confronti dei lavoratori
dell’Ipercoop è ancora più grave, visto che sono stati trattati in pratica
come persone non in grado di decidere liberamente e con propria coscienza
sull’adesione o meno ad uno sciopero. La verità invece è che la stragrande maggioranza dei
lavoratori, in piena autonomia, ha deciso di non presentarsi proprio al lavoro.
Chi è venuto l’ha fatto per solidarizzare e fare compagnia a chi aveva
allestito il presidio dalla mattina, oppure per informarsi e poi decidere in
libertà se entrare o meno. Alcune altre nostre considerazioni sulla conferenza stampa
di lunedì. 1- L’azienda e Ricordiamo a questo proposito che nel tavolo di trattativa
di venerdì abbiamo a più riprese sottolineato che la nostra posizione era volta
a garantire l’apertura dell’ipermercato, nell’interesse di azienda e lavoratori.
I responsabili dell’ammanco non siamo quindi certo noi, ma chi ha creato i
presupposti per arrivare ad uno sciopero. Puntare il dito contro altri serve solo
a non prendersi le responsabilità di un danno così ingente, sul quale invece
servirebbe un serio mea culpa ed una riflessione accurata. 2- Unicoop Tirreno continua sulla linea secondo la
quale “gli extra sono già in busta paga”. Ci dispiace dover
rilevare che persone a quei livelli non conoscano neanche il significato di una
norma elementare come quella della “festività coincidente con domenica”. Si tratta di un risarcimento che la legge riconosce a tutti i lavoratori, quando succede
che questi si “bruciano” una festività perché quell’anno cade di domenica. Quella che troveremo nella
busta paga relativa al mese di novembre è una cifra che avremmo preso tutti, a
prescindere dall’apertura o meno dell’ipermercato, e soprattutto a prescindere
dalla presenza al lavoro. Se ne
deduce, lo ripeteremo all’infinito, che secondo la loro (insostenibile) linea
un dipendente che lavora in un giorno di festività comandata debba avere, nei
confronti di uno che invece non lavora, la stessa diversità di trattamento
retributivo che intercorre tra due dipendenti che lavorano o meno in una
domenica qualsiasi. 3- L’azienda sostiene anche che l’adesione allo
sciopero non sarebbe stata così massiccia. Perché dunque rimanere chiusi quasi tutto il giorno? Se
avevano i numeri per farlo, potevano garantire l’apertura e il servizio… La verità anche in questo caso è invece che l’azienda ha
voluto per forza rilasciare la classica e banale dichiarazione al ribasso sui
dati numerici dell’astensione dal lavoro, forse per mascherare la realtà che
invece parla di un Direttore del Personale che per la terza volta (la
prima nel dicembre 2007, la seconda nel giugno nel 2008) esce sulla stampa
parlando di “lontananza dai lavoratori” e di “ammissione di errori” nella
gestione dei dipendenti, ma che ogni volta non fa niente per prevenire queste
palesi mancanze aziendali. Rsu Ipercoop Livorno | ||
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INACCETTABILE Ieri
l’azienda ci ha di nuovo convocato sull’argomento dell’apertura di domenica
Primo novembre. Cambiando
per l’ennesima volta versione, ci hanno comunicato (a soli due giorni dalla
data in questione!) che la retribuzione per i dipendenti che lavoreranno sarà
ordinaria (nessuna maggiorazione straordinaria quindi, come invece prevede il
contratto nazionale). La
scorrettezza inconcepibile risiede nel fatto che si dia tale avviso ai
lavoratori così a ridosso del giorno di questa apertura domenicale, dopo
che questi avevano dato la loro disponibilità sapendo che veniva pagata in
straordinario, impedendo di fatto ai dipendenti di fare magari una scelta
contraria, basata su una informazione corretta. Ricordiamo
a tutti che il nostro Ccnl prevede (articolo 122) che le ore di lavoro, a qualsiasi titolo richieste, prestate
nei giorni di cui all’articolo 121 (che contiene una lista di 12 date tra le
quali figura anche appunto il Primo di novembre, equiparato al Natale o alla
Pasqua, per intendersi) dovranno
essere retribuite come lavoro straordinario festivo. Se
passasse questo precedente, in futuro potrebbero chiederci anche di lavorare in
uno qualsiasi degli altri giorni di festività comandate (25 aprile, Primo
dell’anno, Primo maggio, et cetera) cadenti di domenica, senza darci lo
straordinario. PER QUESTI MOTIVI
RITENIAMO NECESSARIA UNA RISPOSTA FORTE A QUESTA CLAMOROSA PRESA IN GIRO. INVITIAMO TUTTI I
COLLEGHI AD ADERIRE ALLO SCIOPERO DA NOI INDETTO PER TUTTA Domani
mattina dalle 4:00 saremo presenti fuori dagli ingressi dipendenti per
informare tutti quei lavoratori che per via dei tempi ristretti dettati
irresponsabilmente dall’azienda non sono potuti venire a conoscenza di questa
decisione inconcepibile. Nota
tecnica: in busta paga le due voci “trattenuta sciopero” e “festività
coincidente con domenica” (che, lo ricordiamo, è una giornata in più retribuita
oltre alle solite 26) sostanzialmente si annulleranno l’una con l’altra, e di
conseguenza l'abituale paga netta finale non verrà intaccata. E’
una risposta da dare all’azienda (anche in chiave futura) sul fatto che non
possiamo accettare di equiparare una festività nazionale ad una qualunque
normale domenica. Rsu | ||
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